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Venetiis, Apud Ioannam Guerilium, 1622 - 1623. In 4°, tre parti in un volume, ciascuna con proprio frontespizio e marca tipografica, pp. (52)-410-(2) numerazione continua. Restauro al terzo frontespizio. Lievi fioriture, leggermente rifilato al margine superiore, qualche macchia, bruniture, legatura coeva in piena pergamena difetti, titolo calligrafico.
Rarissima edizione originale della prima opera a stampa che rappresenta gli anelli di Saturno. I sottotitoli dell'opera di Liceti datati 1622 e la Dedica datata 1 luglio 1622 dimostrano che questa è la prima rappresentazione pittorica della prima osservazione di Galileo degli anelli di Saturno. Poggendorff I, 1451; Riccardi I 38; Carli-Favaro 93 (p. 20). Fortunio Liceti, (Rapallo, 1575 - Padova, 1657) professore di filosofia e medicina a Bologna, fu uno degli scienziati italiani più prolifici del XVII secolo. Fu avversario ma anche amico rispettato di Galileo, con il quale ebbe un intenso scambio epistolare. Di formazione eminentemente aristotelica, Liceti scrisse con competenza di medicina, astronomia, scienze naturali, archeologia e letteratura.Nelle sue opere astronomiche, Liceti tentò di difendere la cosmologia e il geocentrismo aristotelico contro le nuove idee di eliocentrismo proposte da Galileo e dai suoi seguaci. Con l'apparizione delle famose comete del 1618 (che in seguito diedero vita al lavoro di Galileo, “Il Saggiatore”), Liceti pubblicò una serie di opere che sostenevano la visione aristotelica secondo cui le comete si verificavano nella sfera dei massimi livelli. Queste opere includevano “De novis astris, et cometis” (1623), “Controversiae de cometarum quiete, loco boreali sine occasu, parallaxi Aristotelea, sede caelesti, et exacta theoria peripatetica” (1625), “Ad ingenuum lectorem scholium Camelo Bulla” (pubblicato come appendice al suo lavoro del 1627 “De intellectu agente”), “De regulari motu minimaque parallaxi cometarum coelestium disputationes” (1640) ed infine il “De Terra unico centro motus singularum caeli particolar disputationes” (1640). Liceti usò questi studi principalmente per attaccare il punto di vista di G. C. Gloriosi (che era succeduto a Galileo come presidente della facoltà di matematica all'Università di Padova) e di S. Chiaramonti, che pubblicarono entrambi i loro contrattacchi aggressivi sulle opinioni di Liceti.
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