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Note Specialistiche
"Nel 1929 dopo aver vinto il Premio Bagutta con Gente di mare, la "Gazzetta del Popolo" gli propose un viaggio in Marocco, Algeria e Tunisia." I disegni che qui troviamo si riferiscono a quel viaggio, sono schizzi a matita del cimitero arabo di Fez, delle mura di Rabat, del castello con la cicogna di sera, del faro di Rabat, due altri disegni sembra invece schizzi rielaborati, giusto l'suo del pastello e dell'acquarello. Sono figure quasi oniriche, suggestioni arabeggianti in paesaggi metafisici, dove si stagliano figure avite, simboli religiosi, torri, cavalli, castelli etc. Il 26 dicembre del 1929 vede Suez, un arcobaleno di colori a pastelli dove si staglia il volo di un gabbiano; ma Suez è anche una grande figura umana che si eleva dalla sabbia e sovrasta un ominide appena abbozzato. Il più antico dei disegni reca la data 1910. Giovanni aveva appena 15 anni e ritrae quello che a tutta prima sembrerebbe la pancia di un aeroplano bielica, lui sotto schiacciato disegna a matita con dovizia di particolari il grande aeroplano sopra la sua testa. Una prospettiva curiosa.
Ma Giovanni Comisso è stato scrittore dalle prospettive sempre originali, spiazzanti, animato da una curiosità fervida e instancabile. Viaggiatore instancabile che amava il gusto della scoperta esotica rivelata anche negli angoli semi-sconosciuti del suo territorio: una piccola foto rivela le sue passioni e condensa alcune stagioni della sua vita. In kimono sul Piave, appoggiato ad un muro assolata, a fianco di una finestra un po' scrostata e di un rampicante, guarda aggrottando le ciglia per il solleone: "Del Piave gli piacevano le ghiaie bianchissime e i fiori selvatici che poi divennero un motivo dei suoi quadri. Cercava sempre i fiori di loto che gli ricordavano le avventure di Ulisse e approdi in terre lontane. Ma non li trovò mai." A lungo il suo Oriente misterioso fu il Piave, terra da esplorare in solitaria ma anche in compagnia di Gigetto il citaredo, di Raffaello Levi e di tanti giovani ragazzini nudi con cui amava giocare a "spacciara".
Comisso fu anche uomo di grandi e durature amicizie, coltivò il valore leopardiano della "social catena" vivendo con gli altri e per gli altri. Ne è bella testimonianza l'album di disegni e caricaturedi personaggi come Cristofoletti, Ugo Ojetti, Novello, Vellani Marchi, Cesare Monti etc. molti su carta intestata del Ristorante Bagutta di Milano, il covo prediletto di scrittori, pittori e artisti di quella generazione. Sono semplici schizzi appena abbozzati, ritratti e caricature più compiute ma anche disegni di varia natura: si passava il tempo, si discorreva di letteratura e politica, e la mano scorreva sulla carta lasciando libero sfogo al pensiero in forma di immagini. Soldati tratteggia splendidamente il "miracolo" della sua presenza: "l'esaltazione che cin contagiava irresistibilmente, ogni volta che noi, noi suoi amici, ci trovavamo con lui. L'immediata letizia che ci dava la sua presenza, la sua compagnia. Come se, intorno, i colori della terra cambiassero, scintillassero più vivi. Come se l'avventura fosse di nuovo li, sempre lì, dietro l'angolo ad ammiccare. Come se la magica adolescenza che continuava a ispirarlo, adesso, mentre lui era lì, risorgesse anche im noi (...)
Tutto questo era Comisso per i suoi amici, una vera Epifania di gioia e letizia, che qui rivive tra le carte di questo piccolo fondo.