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Note Specialistiche
Nodier pubblicò questo poema in prosa sul tema del sogno e dell'angoscia nel 1821, ma questa seconda edizione appare più corretta e rivista. Incarna le ambivalenze di un'epoca ancora classica nel gusto ma già romantica nel temperamento: i suoi contes fantastiques innestano sul tronco del romanzo noir elementi fiabeschi, onirici, surreali. Il bestiario notturno che vi si incontra - demoni, spiriti, fantasmi, vampiri - appartiene al repertorio del visionario e del macabro ed è il riflesso delle paure e dei traumi di un mondo che è stato travolto dalla rivoluzione: dietro le figure mostruose degli incubi che affollano questi racconti affiora la memoria del sangue versato negli anni del Terrore. Ma agli occhi di Nodier, influenzato dai romantici tedeschi (Jean-Paul, Novalis, Hoffmann), il sogno è anche un misterioso ispiratore dalle sorprendenti potenzialità conoscitive perché sconvolgendo le leggi ordinarie della logica fa deflagrare la scintilla della creazione. «Se il nuovo è possibile, bisogna cercarlo nell'assurdo» sentenzia lo scrittore, in polemica con i miti positivisti: un monito che faranno proprio il "discepolo" Nerval, il patafisico Jarry, il surrealista Breton.
"Smarra is a brutal story, extravagantly supernatural, with a stong sexual undercurrent." Times Literary Suppl. sulla recente edizione inglese. La prima traduzione italiana data addirittura al 1890, uscita nei Racconti fantastici con un discorso intorno al fantastico, Milano, Biblioteca Universale Sonzogno; la più recente è del 2008 ne I demoni della notte e altri racconti, Milano, Garzanti, tradotto da Tony Cavalca.